Galassia salafita, ultraradicale e anti-Hamas
GAZA/TEL AVIV – Ispirati da Osama bin Laden ma non direttamente collegati ad Al Qaida; estremisti sul piano religioso e politico e in concorrenza con Hamas, che giudicano troppo morbido nell'applicare la sharia, estraneo all'ideale del Califfato mondiale predicato da bin Laden e troppo prono al compromesso politico-militare. La galassia salafita, una cui nuova sigla oggi ha rivendicato il rapimento del volontario italiano Vittorio Arrigoni e minaccia di ucciderlo, ripropone lo spettro di una realta' che negli ultimi anni ha dato concreti (e cruenti) segnali di espansione nei Territori. Un anno fa un portavoce del movimento salafita Abu al-Hareth affermo' che nella Striscia di Gaza Al Qaida ''puo' contare su 11 mila sostenitori''. Ma la consistenza delle fazioni che lo compongono non e' facile da determinare. Gli analisti locali concordano sul fatto che si tratti di soggetti ancora largamente minoritari rispetto a Hamas, che dispone di almeno 25.000 uomini armati, controlla sostanzialmente il territorio della Striscia e sembra godere tuttora di un consenso popolare abbastanza diffuso. Ma se alcune sigle appaiono gusci vuoti, altre raccolgono gia' decine se non centinaia di adepti votati alla morte, propria e altrui: inclusi miliziani ultra' fuoriusciti da Hamas poiche' delusi dai ''compromessi'' imputati all'ala politica del movimento. Con alcuni di questi 'deviazionisti' Hamas e' parso voler stabilire in passato un modus vivendi: per esempio con Jaysh al-Islam, legato al potente clan familiare dei Doghmush e coinvolto in operazioni congiunte come la cattura del militare israeliano Ghilad Shalit. Con i gruppi piu' riottosi, invece, e' scoppiato il conflitto aperto, come nel caso di Jaysh al-Umma, il cui capo, Abu Hafs, e' stato arrestato, e sopratutto di Jund Ansar Allah (i Guerrieri di Allah): protagonista nel 2009 di una ribellione vera e propria, con decine di 'mujaheddin' armati nella moschea-bunker di Rafah, stroncata nel sangue da Hamas solo dopo una violenta battaglia campale di diverse ore.
"SALAF" e "BIDA"
Il termine "salaf" in arabo significa "predecessori, antenati" e indica, nel nostro caso, i primi seguaci dell'Islam. Praticamente ha un significato corrispondente a quello che ha nel mondo cristiano il termine " evangelico".
Propugna quindi un ritorno alle origini, alla purezza dell'insegnamento dell'islam non contaminato con le tradizioni dei vari popoli, dai compromessi con le esigenze politiche ed economiche, soprattutto purificato da tutte le influenze provenienti dal mondo occidentale cristiano e, peggio ancora, ateo.
Non può quindi essere qualificato come un movimento "tradizionalista" anzi il suo punto essenziale è la lotta alle tradizioni . Nemmeno può esser considerato nazionalista perchè intende combattere tutti i nazionalismi : le regole dell' Islam non debbono essere calate in questa o quella realtà nazionale , valgono per tutti e sempre dagli aridi deserti dell'Arabia ai campus universitari europei. La visione è strettamente internazionalista. Allah non fa distinzioni fra le nazioni, la causa dell'islam non è la causa di un popolo particolare ma è la causa dell'umanità intera. Nessuna differenza fra negri ed bianchi, fra orientali o occidentali. L'unica differenza è fra "muslim" (credenti ) e "kafir", (non credenti)
Il concetto fondamentale è la distinzione fra "SALAF" (cioe delle origini) e "BIDA" cioè innovazione rispetto ai tempi di Maometto.: la prima accettata in modo assoluto, la seconda respinta e qualificata "shirk "(politeismo ), o "kufr " (paganesimo)
Qualche esempio :
• Viene respinto il culto delle tombe tanto che in Arabia si giunse fino a distruggere le tombe di Kadija e dei califfi
• non si ammettono "madhab" (maestri) come interpreti della sharii'ah (legge, islamica data da Allah)
• Viene respinto anche la invocazione alla intercessione di Maometto : non è ammesso dire YA MUHAMMAD (per intercessione di Maometto)
Il pensiero salafista viene contestato da altre componenti dell'islam: per restare negli esempi citati :
• si dice che il culto delle tombe è contenuto nelle prime tradizioni in quanto Muhammed stesso disse "Io (sarò) vivo e fresco nella mia tomba, a chi mi saluterà, gli ritornerò il saluto."
• che l'intercessione del Rasul Allah (inviato di Dio; Rasul viene generalmente tradotto in occidente con Profeta) è presente anche negli hadith (racconti del Profeta) : ad esempio vi si narra che un cieco recupera la vista per sua intercessione
• che in effetti anche i salafisti hanno i loro "madhab " (maestri) da seguire
• Soprattutto si contesta che una minoranza vuole imporre il proprio parere alla grande maggioranza della UMMA (comunità dei credenti ) e che soprattutto ad innovare (BIDA) sono proprio i salafisti che dopo 1400 anni vogliono mutare quello che i "muslin" hanno sempre fatto
(prof. Giovanni De Sio Cesari)
Tratto da giovannidesio.it
URL breve: http://legnostorto.it/?p=448












